La Banca Dati FGAS è il registro telematico nazionale, gestito dalle Camere di Commercio, in cui vengono raccolte le informazioni sulle vendite di gas fluorurati e sugli interventi eseguiti sulle apparecchiature che li contengono.
Introdotto dal D.P.R. 146/2018, questo sistema ha sostituito il vecchio registro cartaceo con una piattaforma informatica che rende tracciabile l’intero ciclo di vita del gas, dalla vendita fino allo smaltimento.
Capire come funziona, chi deve comunicare e con quali tempi è essenziale per ogni impresa che opera nel settore della refrigerazione e del condizionamento.
A cosa serve la Banca Dati FGAS
Lo scopo del sistema è garantire trasparenza e controllo sulle emissioni di gas fluorurati a effetto serra.
Ogni installazione, manutenzione, riparazione, controllo delle perdite e smantellamento viene registrato, permettendo alle autorità di verificare che gli interventi siano eseguiti da imprese certificate e che il refrigerante sia gestito correttamente.
Per le aziende, una corretta alimentazione del sistema non è soltanto un obbligo, ma anche una tutela: in caso di controllo, dimostra di aver operato nel pieno rispetto della normativa e consente di ricostruire la storia di ogni apparecchiatura.
Chi deve comunicare gli interventi
Sono tenute alla comunicazione le imprese certificate secondo il Regolamento 2067/2015, cioè quelle che operano su impianti di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore.
L’obbligo riguarda gli interventi svolti sulle apparecchiature del cliente, che devono essere caricati a sistema dal soggetto certificato.
Anche i venditori di gas fluorurati alimentano la piattaforma, così che ogni movimento di refrigerante risulti collegato all’apparecchiatura su cui viene effettivamente caricato. In questo modo la Banca Dati FGAS incrocia vendite e interventi, riducendo il rischio di dispersioni non tracciate.
I tempi: comunicazione entro 30 giorni
La regola fondamentale è che la comunicazione va effettuata per via telematica entro 30 giorni dall’intervento.
Il termine dei 30 giorni decorre dall’installazione dell’apparecchiatura, dal primo intervento di controllo delle perdite, manutenzione o riparazione su macchine già installate, oppure dallo smantellamento.
Rispettare questa scadenza è cruciale: la mancata o tardiva comunicazione è tra le violazioni più frequentemente sanzionate, con importi che per le imprese certificate partono da alcune migliaia di euro.
Organizzare un flusso di lavoro che rispetti sistematicamente i 30 giorni è quindi una priorità gestionale.
Quali dati inserire
Per ogni intervento vanno riportati i dati del cliente e del luogo di installazione, le caratteristiche dell’apparecchiatura, la data e il tipo di operazione, la quantità e il tipo di refrigerante trattato, l’identità dell’impresa e del tecnico certificato che ha eseguito il lavoro e gli estremi della fattura di installazione.
La precisione di queste informazioni è ciò che rende affidabile e utile l’intero archivio: un dato errato o mancante compromette la tracciabilità e può emergere in fase di verifica.
Conservare copia delle ricevute di trasmissione, inoltre, è una buona abitudine che semplifica eventuali controlli successivi da parte degli enti e permette di dimostrare con facilità il rispetto delle scadenze previste dalla normativa.
Per questo la compilazione della Banca Dati FGAS richiede attenzione e metodo.
Gestisci la tua Banca Dati FGAS senza errori
Compilare correttamente e nei tempi ogni comunicazione può diventare complesso, soprattutto per chi gestisce molti impianti e molti interventi.
Ci sono diverse imprese che offrono assistenza nella comunicazione degli interventi, nella gestione dei rivenditori e nella raccolta ordinata dei dati, con procedure che riducono al minimo il rischio di dimenticanze.
Contattale per evitare sanzioni e perdite di tempo: penseranno loro a tenere in ordine la tua Banca Dati FGAS, mentre tu ti concentri sul lavoro in cantiere.